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SEDE OPERATIVA "FORNACE"

Committente: Cerutti Lorenzo s.r.l. Gozzano (No)
Opera:Nuova sede dell'impresa edile nel sito della
"Fornace Pastore", per lavorazione inerti,
calcestruzzi e congl. bituminosi.
Ubicazione: Cureggio (No)
Incarico: Progettazione strutturale e architettonica -
Direzione lavori
Dimensioni: Superficie territoriale mq 21058,00
Superficie lorda di pavimento in progetto:
- Magazzino mq 2792,00
- Edificio uffici-alloggi mq 633,00
- Immagazzinamento e carico inerti mq 1110,00
Importo lavori: Strutture circa € 1.000.000,00
Impresa esecutrice: Cerutti Lorenzo s.r.l. Gozzano (No)
Anno di costruzione: 2003-2005

L’area di intervento è situata nella parte meridionale del comune di Cureggio, presso l’abitato Cascine Enea, nell’area già occupata dalla fornace “Pastore Umberto”.
L’intervento è stato finalizzato alla riattivazione dell’attività produttiva in un lotto che, dopo l’abbandono della produzione nella fornace qui situata, versava ormai da anni in uno stato di degrado e inattività.
Si è prevista l’installazione di una attività ancora legata all’edilizia, che già in passato contraddistingueva il sito. Dove un tempo la vecchia fornace produceva laterizi per le costruzioni, si sono installati moderni impianti per la preparazione di inerti per l’edilizia e il confezionamento di conglomerato bituminoso, condotti da una delle maggiori imprese edili che hanno sede nella provincia.
All’interno dell’area in oggetto è stata conservata la parte di maggior rilevanza storico-testimoniale dell’edificio della fornace. In particolare si tratta della zona centrale del forno, con la ciminiera in mattoni che rappresenta l’elemento cardine del reperto di archeologia industriale, e che per questo si è ritenuto sensato far sopravvivere, insieme ad una parte del corpo del forno, nelle campate contigue alla ciminiera. Se ne è ristrutturata la copertura, con l’eliminazione delle parti chiaramente frutto di aggiunte successive al corpo originario, costituite da elementi in cemento armato (pilastri) e fibro cemento amianto (porzioni perimetrali del tetto).
Il lotto è venuto così ad essere suddiviso in due parti dalla presenza della fornace, le quali sono caratterizzate da destinazioni d’uso differenti: una (a ovest) è destinata agli interventi edificatori maggiori e l’altra (a est) agli impianti di lavorazione.
La zona ad ovest contiene l’ingresso alla proprietà, un ampio edificio destinato alle lavorazioni e all’immagazzinamento di materiali e macchinari dell’impresa ed inoltre un edificio destinato a uffici a servizio dell’attività ed a alloggio per il personale.
La zona ad est contiene invece le zone produttive. Innanzitutto l’impianto di confezionamento del conglomerato bituminoso, costituito dai macchinari operativi e da un comparto di immagazzinamento e carico dei materiali lapidei inerti costituenti le materie prime della preparazione. Inoltre la zona di stoccaggio, frantumazione e separazione degli inerti, in cui sono collocati i cumuli di materiale lapideo e i dispositivi per attuare tali attività.
Una rete viaria di distribuzione interna consente la circolazione dei mezzi operativi e dei veicoli impiegati nel carico e scarico dei materiali.
Un accesso secondario posto all’estremità est garantisce l’accesso all’area di stoccaggio del materiale non lavorato.

Edificio uffici-alloggi
L’edificio servizi posto a ovest del lotto è costituito da un piano interrato e due piani fuori terra. Ha muri di cantina in cemento armato, muri fuori terra portanti in blocchi di laterizio termoisolante, solai tipo “predalle”, pareti intonacate e imbiancate, serramenti in alluminio con chiusure avvolgibili, copertura con tegole di laterizio.
L’interrato, servito da una rampa carrabile, una scala e una scaletta di emergenza, è destinato ad autorimessa, per ospitare un massimo di 9 autoveicoli.

Al piano terra è posto un ufficio per gli addetti amministrativi e tecnici dell’attività, realizzato secondo una distribuzione a “open space”, con accesso dall’esterno attraverso una porta sul lato est.
Inoltre nella zona nord del piano terra è ubicato un blocco servizi-spogliatoi, con accesso sia dall’ufficio che dall’esterno. Contiene due locali spogliatoi e due blocchi servizi igienici.
Una scala esterna in acciaio permette la salita al primo piano e un ballatoio lungo il lato ovest garantisce la distribuzione verso gli accessi agli spazi interni.
Il primo piano comprende alcuni uffici e una zona destinata ad alloggi del personale.

Magazzino
Si tratta di un ampio edificio destinato alle lavorazioni e all’immagazzinamento di materiali e macchinari dell’impresa.
Ricopre una superficie complessiva, comprese le zone coperte non perimetrate da pareti, di circa 2820 mq, posti su di un unico livello al piano dei piazzali di transito.
E' stato realizzato con una struttura prefabbricata a pilastri, travi e tegoli di copertura in cemento armato. Le pareti verticali perimetrali sono elementi prefabbricati in cemento.
E’ stata prevista una organizzazione su due “navate”: una principale della larghezza di m 22.50 e altezza interna media di circa 10 m, destinata alle lavorazioni e allo stoccaggio dei materiali e munita di carroponte ed una laterale, larga circa m 9.50 e alta circa m 6.50, per il ricovero dei mezzi e macchinari edili dell’impresa. Gli spazi delle due navate risultano totalmente in comunicazione, divise solamente dai pilastri della struttura portante.
Solo una parte della navata minore è perimetrata da pareti in blocchi di cls intonacati, per formare un locale magazzino per le parti di ricambio.
Presso le estremità nord e sud-est del fabbricato sono poste due zone coperte, con le stesse tipologie costruttive del capannone principale, prive di pareti perimetrali, per il ricovero dei mezzi e la movimentazione dei materiali.
Le coperture degli edifici sono dotate di lucernari per l’illuminazione dall’alto delle zone lavorative e di immagazzinamento.

Reparto immagazzinamento inerti lapidei
Si tratta di un’opera cardine nella catena di lavorazione attivata in questo sito.
In questa costruzione vengono stoccati i diversi tipi di inerti lapidei, che saranno poi opportunamente miscelati in diverse quantità, per la successiva preparazione del conglomerato bituminoso o del misto cementato.
E’ costituita da una serie di camere separate da pareti in cemento armato e terminanti con tramogge che veicolano il materiale a nastri trasportatori posti in un tunnel al di sotto delle camere, i quali distribuiscono gli inerti agli impianti di lavorazione.
Una superficie di circa 1100 mq è coperta in sommità tramite un manto in lamiera grecata. Al di sopra della copertura, dei nastri trasportatori riforniscono le camere con gli inerti provenienti dal reparto di frantumazione e divisione.

Impianto conglomerato bituminoso
Si tratta di un impianto tecnologico per la preparazione del materiale utilizzato dall’impresa principalmente per la realizzazione di pavimentazioni stradali.
In esso vengono miscelati e opportunamente trattati gli inerti lapidei e i leganti bituminosi, in forni e macchinari complessi.
I vari macchinari sono sostenuti da strutture in acciaio con fondazioni in cemento armato.
I blocchi maggiori sono costituiti da:
- un forno essicatore cilindrico per l’essicazione e riscaldamento degli aggregati;
- un camino, dell’altezza di circa 21 m, che filtra e veicola i gas di combustione all’esterno;
- una torre di mescolazione, dell’altezza massima di circa 21 m, in cui avviene la miscela dei componenti con preparazione del prodotto finito.
A corredo di tali elementi vi sono i sili di deposito del bitume, delle vasche di pesatura, lo scambiatore dell’olio diatermico, pompe, valvole e una cabina di comando.

Impianto frantumazione inerti lapidei
Si tratta di un complesso di impianti posti nella parte est del lotto, in cui si attua la trasformazione di inerti lapidei, al fine di frantumarli e dividerli in cumuli di pezzature omogenee.
I dispositivi a nastro convogliano gli inerti stoccati in un cumulo eterogeneo verso i vagli, frantoi e mulini a martelli, per poi spostare i prodotti lavorati nel reparto di immagazzinamento, da dove verranno prelevati per le preparazioni dei conglomerati.
L’acqua recuperata nei processi di lavorazione viene convogliata ad un gruppo di depurazione.