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MURO DEL LUNGOLAGO

Opera: Consolidamento e rifacimento muri del lungolago
Committente: Comune di Belgirate
Ubicazione: Belgirate (VB)
Incarico: Progetto strutturale e architettonico - Direzione lavori
Dimensioni: Sviluppo del nuovo muro di sostegno: circa 53 m
Importo lavori: Circa € 236.000,00
Impresa esecutrice: Pasqual Zemiro s.r.l. Mira (VE)
Anno di costruzione: 2009-2011

A seguito della rilevazione di alcune condizioni di ammaloramento nelle strutture del lungolago cittadino, in particolare nella zona posta tra la parte terminale del nuovo lungolago (zona porto) ed il vecchio porticciolo posto a nord presso il monumento a Cadorna l'Amministrazione Comunale ha fatto redigere allo Studio un progetto per il consolidamento di tali opere. La zona in oggetto presenta evidenti segni di degrado strutturale delle opere di contenimento del lungolago e delle fondazioni delle banchine e rampe.

In una prima zona, la fondazione del muro della parte terminale del nuovo lungolago/porto, protetta da una banchina in calcestruzzo e massi irregolari, era oggetto di notevoli cedimenti, con evidenti degenerazioni, a causa della continua azione erosiva causata dal moto ondoso del lago, aggravata dai vortici provocati dalle manovre dei battelli presso l’attiguo imbarcadero. Per far fronte ai vari dissesti in atto si è scelto di realizzare una barriera di palancole metalliche, anteriormente alla base delle banchine, e la formazione di un cordolo in calcestruzzo sulla cui testata è stato posto un parabordo in legno a protezione delle imbarcazioni.

In un altro tratto, avente lunghezza di circa 43 metri, caratterizzato dalla presenza di un muro di sostegno con superficie anteriore in blocchi di pietra sigillati con malta, realizzato intorno agli anni ’70, allorché al fine di ampliare il lungolago, si è voluto realizzare, in quella che era una rientranza della sponda, un terrapieno contenuto da tale elemento. Esso presentava sintomi di un grave dissesto caratterizzato da evidenti cedimenti e deformazioni di tipo traslatorio e rotatorio, con abbassamento della parte centrale di circa 16 cm, e formazione di visibili fratture nel paramento anteriore. Si è desunto che il muro fosse privo di un apparato fondale sufficiente a sopportare le azioni gravanti su di esso.
Si è giudicato che la caratteristica dei dissesti del muro in oggetto fossero tali da rendere impraticabile un intervento di consolidamento, che avrebbe implicato una serie di opere decisamente impattanti esteticamente o, in alternativa, interventi meno visibili ma non convenienti dal punto di vista economico rispetto alla demolizione e ricostruzione.
Si è scelto quindi di procedere alla progettazione di un nuovo muro di sostegno, dotato di sufficiente apparato fondale e di elevazione di corretta resistenza.
Si è proceduto quindi alla costruzione di un nuovo muro, posizionato anteriormente a quello esistente, il quale potrà rimanere in loco, abbandonato nel terrapieno a tergo della nuova opera.
Si è progettata una barriera di palancole metalliche e una fondazione di tipo indiretto tramite pali prefabbricati troncoconici in c.a. infissi, a cui vincolare una fondazione continua in cemento armato. Sulla sommità delle palancole è stato realizzato un cordolo in c.a.. La parte in elevazione è stata realizzata con un muro in cemento armato rivestito in pietra, con materiale e posa simile ali muri già presenti e adiacenti.
L’aspetto finale del muro risulta identico al preesistente.

In un ulteriore tratto, ove ubicato un tratto di muro più antico si è proceduto al rifacimento di circa 3.70 m del vecchio muro, ricollocando la struttura nella medesima posizione dell’esistente. Infatti non risultava qui possibile mantenere un filo più avanzato, ma risultava inevitabile effettuare un arretramento per salvaguardare l’utilizzo e la visione della rampa preesistente, che è stata mantenuta nella sua forma simmetrica attuale.
La citata preesistente rampa di alaggio, realizzata in pietra, presenta due discese a lago contrapposte. Anche in questo tratto lo stato di degrado era evidente: in particolare risultavano ammalorate le porzioni a contatto con l’azione erosiva delle acque. Per contrastare le azioni di degrado si é realizzata una barriera di palancole metalliche anteriormente alla base della rampa, e un cordolo in calcestruzzo sulla sommità delle palancole. Si è inoltre realizzato il ripristino delle superfici in pietra della pavimentazione della rampa.